Sono le quatro del mattino e il “prete” inizia la sua cantilena ,noi ci alziamo come gli altri anche se non spiaccichiamo e non capiamo una sola parola ma il rispetto delle tradizioni Thay qua e “vitale”, e nella restante ora dalle 5 alle 6 in, cui e impossibile per modo di dire addormentarsi anche se stremati visto la continua lotta durante la notte per il posto delle gambe, iniziamo a pensare a come fare per procurarci loccorrente per poter mangiare e per poter lavarci o andare in bagno.
Quindi dagli autoparlanti parte l’inno Thailandese e la guardi passa ad aprire le celle , la corsa all aqua e’ iniziata e subito dopo la fila per la mensa ,ma noi non siamo riusciti a procurare il necessario quindi niente mangiare neanche stamane.
Il solito tizio del fischietto, che abbiamo sentito chiamare da altri col nome di ”Kai” ci schiera dinuovo “ noi nuovi arrivati” ,e impartisce i compiti del giorno. Seguendo gli altri iniziamo a pulire il piazzale ed il giardino e quasi come un miracolo troviamo un cucchiaio (Essenziale per poter mangiare) dimanticato o gettato da qualcuno ,visto il pessimo stato ma pursempre il “cucchiaio “ , subito noris lo nascose nelle mutande per evitare che qualcuno vedendolo lo reclamasse come proprio, quindi la mattina prosegui nel medesimo lavoro fino alle 11:30 ora dell’ uscita degli “operai” per schiarersi ad andare in mensa e stavolta pure noi ci mettemmo immezzo, arrivati alla mensa nel vederci ”Kay” venne a vedere che faccevamo li e noi gli mostrammo il cucchiaio ,lui sorrise e seneando quindi dopo la preghiera iniziamo a mangiare ma non tutto purtroppo perche siamo in due con un solo cucchiaio comunque meglio di niente .
Il pomeriggio il lavoro cambia ci dirigiamo verso una zona da noi neancora esplorata ,dietro ai bagni si trova la vasca dove stivano tutto lo sporco raccolto e proveniente dalla mensa compresi gli avanzi del cibo e con dei mini badili iniziamo a riempire dei bidoni di plastica caricati su un carretto , la cosa e disgustante ,aparte il puzzo della macerazione del cibo al sole da giorni, il peggio sono gli innumerevoli cagnotti che ci sguazzano tra i piedi e noi rigorosamente scalzi come tutti i “nuovi”.Ma noi non ci tiriamo indietro anzi siamo quelli che prendono inmano la situazione ,vista l’esperienza nell usare il badile in Italia per lavoro,e finito di svuotare la vasca dopo circa due ore continue “kay” si avvicina e grida :”Hei you very goud” la prima frase che sentiamo in inglese , ci lancia un recipiente per poter prendere l’acqua per lavarci poi tutto sorridente e soddisfatto delle due parole dette in inglese se ne va dinuovo.
Ci apprestiamo a raggiungere gli altri schierati /accucciati innanzi le vasche dell’ acqua e al solito suono del fischietto ci posizioniamo sempre accucciati vicino le vasche , attendiamo un altro fischio e poi come fosse una competizione, tutti iniziano a tirare acqua per bagnarsi subito dopo si insaponano cosa che noi non facciamo visto che non abbiamo il sapone ,ma un po d’acqua e comunque sufficente per ripulirci dallo sporco del lavoro, e poco dopo fischiando ancora tutti lasciamo il posto e ci dirigiamo verso il giardino per la “conta”.
Un’ altra giornata all’aria aperta si sta concludendo e le claustrofobiche celle ci guardano come quasi sentissero la mancanza di tutte le persone che tra qualche minuto vi entreranno per passarvi il resto del giorno fino alle 6 del mattino seguente.
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